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Scritto da Alessandro Amedeo aprile 2, 2009
Alessandro Amedeo

vastaMessinese di nascita, 31 anni all’anagrafe, un presente da giornalista e un futuro potenziale da poeta, citato da Salvatore Ferlita della Repubblica di Palermo tra i talenti più promettenti della poesia di oggi in Sicilia. Si tratta dell’autore de Lo spergiuro del gallo, una raccolta di liriche scritte tra il 2004 e il 2007 e pubblicate dalla MEF – L’Autore Libri Firenze nel 2008.

Eccolo qui, Saverio Vasta.

Cosa è cambiato per te dalla pubblicazione de Lo spergiuro del gallo?

Risponderti che non è cambiato nulla non sarebbe onesto. Pubblicare un libro significa consegnare al lettore una propria creatura. Un figlio che hai partorito, svezzato, pasciuto e che decidi di lasciare che vada incontro al suo destino. Per un “genitore” non è un momento che si vive con leggerezza. Ma i libri sono fatti per essere pubblicati come i figli, quelli in carne e ossa, sono fatti per vivere nel mondo, non per essere tenuti segregati in casa.

Quali autori hanno maggiormente influenzato la tua formazione?

Non si tratta solo di poeti. Non voglio farti degli elenchi. Vado all’osso e cito Cesare Pavese e Bartolo Cattafi.

Ecco, parliamo un pò di Cattafi. Ti fa piacere, o ti pesa, essere definito un “erede” del tuo illustre concittadino?

I grandi non lasciano pesanti eredità ma spalancano orizzonti. In questo senso, tutti gli scrittori che sono venuti dopo Cattafi e lo hanno letto, conosciuto, amato, sono suoi eredi. Gli devo l’amore per la poesia, i primi consapevoli segni d’inchiostro sulla carta. Gli devo l’insegnamento che si può fare poesia senza compromessi di stile o di bon ton, soltanto con il proprio talento e con lo studio.

Talento e studio. A proposito, si dice che tutti, da adolescenti, scrivano poesie. Cosa consigli a chi vorrebbe renderlo più che un semplice hobby?

"Lo spergiuro del gallo", S.Vasta, 72 p., L'Autore Libri Firenze 2008

"Lo spergiuro del gallo", S.Vasta, 72 p., L'Autore Libri Firenze 2008

L’unico consiglio che mi permetto di dare è quello di leggere, leggere molto. Serve ad acquisire consapevolezza critica, a distinguere tra diario sentimentale, sfogo interiore e poesia, a trovare un proprio stile. Credo poi che si debba capire, a un certo punto del proprio percorso, se scrivere sia davvero una necessità. E quindi affidarsi alle persone “giuste”, e per giuste intendo competenti, oneste e disinteressate.

Mettiti nei panni di un editore. Se dovessi individuare dei giovani autori della zona a tuo avviso dotati di talento e pronti ad emergere, che nomi mi faresti?

Ci sono tanti giovani scrittori nella nostra provincia. E tantissime pubblicazioni ogni anno. Alcuni sono molto bravi. Ti segnalo, tra i poeti barcellonesi, Isidoro Aiello, Giulia Fasolo, Andrea Italiano e Domenico Mostaccio, che hanno già pubblicato qualche libro molto interessante.

Un’ultima domanda. Si può vivere di poesia nel 2009?

Di poesia, è ovvio, non si vive. La poesia non si vende, le case editrici lo sanno e non investono su autori giovani. Esistono però milioni di italiani che scrivono poesie e sperano di pubblicare un giorno un proprio libro. E questo rende più difficile l’emersione dei veri talenti. I milioni di poeti infatti il più delle volte non acquistano neppure un libro di poesia all’anno, per cui il mercato è praticamente bloccato. Poi occorre essere davvero bravi e fortunati. Ma la poesia è necessaria per chi la fa, perché è una condizione di esistenza. La poesia può essere un dono prezioso anche per chi la ama, la legge e la porta con sé. Perché come ogni altra forma d’arte può non lasciare indifferente, può nutrire le coscienze e lo spirito, può far diventare uomini migliori.

Vasta cura anche un interessante blog letterario con cui ha promosso il suo libro: www.lospergiurodelgallo.wordpress.com. Le 72 pagine della sua poesia sono disponibili su ordinazione in tutte le librerie italiane, nelle principali librerie online e a Messina da Bonanzinga, al Puck di Milazzo e, ovviamente, in tutte le librerie della sua città, Barcellona.

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