Un gruppo post-grunge della realtà canadese può ricavare benefici da un talent show come American Idol? Si che può. E’quello che è successo agli Our Lady Peace,tornati da pochissimi giorni con il settimo album dal titolo “Burn Burn”.
Il leader del quartetto canadese,Michael Raine Maida,infatti,sentendosi particolarmente ispirato dalla pubblicità che un concorrente del più che famoso show americano “sforna-talenti” ha fatto al suo gruppo,ha deciso in primis di aiutare questo giovane artista e poi di realizzare del nuovo materiale con la band.
David Cook,vincitore di American Idol 2008,ha più volte mostrato fedeltà agli Our Lady Peace utilizzando i loro brani come suoi cavalli di battaglia e ottenendo(casualmente) la vittoria ma,come se non bastasse,anche l’aiuto del suo cantante preferito per la stesura dei testi dell’album di debutto. Grazie al loro fan,gli OLP hanno guadagnato maggiore visibilità negli Stati Uniti(anche se non erano del tutto sconosciuti al grande pubblico in precedenza) e hanno deciso di tornare in studio per un nuovo lavoro.
Burn Burn è un disco con due anime:l’una si rifà un po’ alle origini del gruppo che vuole prima di tutto essere una rock band,l’altra invece prosegue sulla scia del sound “radio-friendly” dettata dall’ultima fase della loro storia. Dieci brani che si dividono tra ballate e atmosfere più grintose e alternative.
Cominciamo. “All you did was save my life” oltre ad essere la prima canzone della lista è anche il primo singolo estratto;ottimo scelta come primo singolo,perché secondo me riassume le due dimensioni del disco appena descritte:è un pezzo rock,carico,incalzante ma anche romantico e abbastanza radiofonico. “Dreamland” illude con l’inizio melodico e col pianoforte,ma poi prende una piega diversa grazie alla chitarra e all’uso della voce di Maida che fa molto.
“Monkey Brains” rientra in una dimensione totalmente alternative:è cupa,poi acustica,poi ancora veloce e il tutto è condito dai virtuosismi del chitarrista. “The end is when we begin” è antitetica a “Escape Artist”,difatti la prima è “strong” mentre la seconda è caratterizzata dal piano e dal gioco della voce con i cori. Tranquilla e forse un po’ più mistica è anche “Refuge”,che poi lascia spazio a due pezzi più ritmati come “Never get over you” e “White flags”. Le ultime due chiudono il disco con la parte più melodica: da atmosfera è “Signs of life”,mentre in bilico tra rock e pop,mantenendo però un buon equilibrio,è “Paper moon”.
Gli Our Lady Peace si sono fatti conoscere agli inizi con l’album introspettivo e particolarmente emotivo “Naveed”,dal quale è tratta la hit rock “Starseed” presente nella colonna sonora del film “Armageddon”. La maturità del gruppo sia musicalmente che per quanto concerne i testi avviene con “Clumsy” e “Happiness is not a fish that you can catch”,mentre è con gli album “Gravity” e “Healthy in paranoid times” che raggiungono il successo internazionale grazie ad una sterzata(positiva?) verso sonorità più “pop” a opera del produttore Bob Rock. Strizzando l’occhio al genere radiofonico gli OLP creano hit come “Somewhere out there” e “Angel losing sleep”.
Sperando che la vicenda di American Idol non faccia “adagiare sugli allori” Maida e soci,possiamo solo gustarci per ora questo “Burn Burn”,che non è proprio un incendio divampante ma un buon fuoco con cui riscaldare gli animi.
Voto: 8/10
- All You Did Was Save My Life
- Dreamland
- Monkey Brains
- The End Is Where We Begin
- Escape Artist
- Refuge
- Never Get Over You
- White Flags
- Signs Of Life
- Paper Moon
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