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Scritto da Gregorio Parisi luglio 27, 2009
Gregorio Parisi

flyfluyHa raccolto un buon successo di pubblico, nonostante le pecche dell’organizzazione la seconda tappa del Saraceno Live Contest, un concorso che premierà i vincitori con una performance live poco prima del concerto dei Tre allegri ragazzi morti, i quali suoneranno a Sant’Alessio Siculo -dove si stanno svolgendo queste ’selezioni’- il 30 Agosto nel Val d’Agrò Music Festival.

Ad aprire la serata (iniziata dopo mezzanotte, in ritardo di “sole” quattro ore sull’orario previsto) sono stati i Mens Alio, gruppo di Scordia (CT): i quattro hanno presentato alcuni pezzi loro, riscuotendo un buon successo; meno riuscite, a causa delle differenze vocali, tre delle quattro cover presentate (Karma Police e Lucky dei Radiohead e Brain Damage dei Pink Floyd), cui però ha fatto da contraltare un’esecuzione ai limiti della perfezione di Tutto quello che c’è degli Afterhours. Come ultimo pezzo, a seguito di numerose richieste della quarantina di persone presenti ad assistere al contest, Lucio Leonardi (il cantante della band) ha eseguito un’ottima versione dell’Hallelujah di Jeff Buckley.

Un momento dell'esibizione dei Light sound diamond

Un momento dell'esibizione dei Light sound diamond

A seguire, gli Zoas: il gruppo, proveniente dalla zona nord della provincia di Messina, ha mostrato un ottimo bassista (probabilmente il punto di forza della band), un chitarrista a tratti da censura e un cantante bravo, con una bella voce, ma forse troppo figlio degli stereotipi sui cantanti rock; un po’ troppo sopra le righe, non proprio lucidissimo, ma che comunque ha contribuito alla buona riuscita dello show del suo gruppo.

Ultimi ad esibirsi per il contest, quando ormai l’orologio segnava quasi le due di notte, i Light sound diamond (partecipanti anche all’UniME Festival e alla Festa della musica). I quattro hanno allietato il pubblico per quaranta minuti con i loro brani inediti, mostrando solo qualche piccola imprecisione durante la cover di Breed dei Nirvana, a causa di qualche piccolo contrattempo accaduto al batterista Antonio Ramires; niente di grave, considerando anche che non hanno comunque una grandissima esperienza alle spalle, e ieri sono stati i più giovani a salire sul palco.

La chiusura dello show è toccata agli Orange Beat, trio di Catania: il repertorio, basato interamente su brani inediti, ha incontrato il favore del (poco, purtroppo) pubblico rimasto in loco. Sugli scudi Alessio Mirabella, batterista della band che ha lasciato di stucco i presenti con la sua bravura e la pulizia nell’esecuzione. Sentiremo sicuramente parlare di questi tre ragazzi, se continueranno così.

Come annunciato nel pomeriggio di oggi, la giuria ha premiato gli Zoas e il loro hard rock; nessuna preoccupazione per gli altri gruppi, però: c’è ancora la possibilità di un ripescaggio. Dipenderà tutto dai voti del pubblico: chi ne riceverà di più avrà infatti un’altra possibilità.

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