
Foto che ritrae Michela Quattrociocche sull'asfalto, in seguito all'incidente con l'auto di Raul Bova. Ed i jeans sembrano aver avuto decisamente la peggio..
Messina (?) -CIO’ CHE SEGUE E’ TRATTO DAL LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI ANTONELLO VENDETTA DAL TITOLO “MICHELA, MICHELA, E REGGI STA’ CANDELA ” :
Fino a che punto possiamo aspettarci la risposta di persone famose, ogni qual volta, speranzosi, ci apprestiamo a mandar loro una mail, una lettera con tanto di francobollo, o anche solo a incidere un cuore sulla fiancata del loro SUV con la nostra chiave del locale sociale che teniamo nel mazzo solo per fare sfregi ad automobili altrui? Beh, dipende..vi racconterò il mio caso; proprio ieri l’altro, durante un accanito zapping tra ormai celebri programmi su SKY quali “NAKED WILD ON“, “NUDE MA CON DIGNITA’ “, “I 25 MISTERI DEL COMPENSATO” e “ISTRUZIONI PER SBATTEZZARSI“, è capitato di imbattermi, quasi per caso, nel film “SCUSA MA TI CHIAMO AMORE“, tratto dall’omonimo romanzo firmato da Federico Moccia (e che culo). E da lì, il mio dito sul telecomando, francamente, non se l’è sentita di premere altri tasti, e questa commedia frizzante e leggera è scivolata via fino ai titoli di coda. Commedia che mi ha però deluso, visto che non si è soffermata sugli stessi temi di “NAKED WILD ON”, anche se un aspetto mi ha colpito, senz’altro. MICHELA QUATTROCIOCCHE. Perdiana che sventola. Una ventenne (ai tempi del film) che interpretava una diciassettenne tutta pepe e frasi fatte tipiche del Cioè o di quelle cazzate che si usano dire nei branchi. E chissà lei quanto ne dimostrerà davvero, dal punto di vista cerebrale. Forse meno di diciassette. BENE. SE NON ALTRO, ABBIAMO QUALCOSA IN COMUNE. Rinfrancatomi con questo pensiero, mi sono subito detto: ma perchè non scrivo un messaggio sulla pagina di Facebook della bella Michela, esternandole ciò che provo? Detto fatto. Ispirato dalle immagini senza audio di “CICCIOLINA ED IL CAVALLO A DONDOLO“, e dal rumore di terra di lettiera nervosamente scavata dal mio gatto sempre ansioso di nascondere le sue malefatte, ho lasciato che il cuore prima che la testa esprimesse ciò che provavo dopo averla vista all’opera, ed ecco quella che, per molti, può sembrare come una dichiarazione d’amore:
Cara Michela,
scopriremo mai se questo messaggio sarà destinato a te o a una persona che si è registrata su Facebook col tuo nome, con il solo scopo di prendere per il culo fans, maniaci, collusi, scavezzacolli, mastri burrai, arcimaghi di Eberron, peracottari o consumatori abituali di robiola e indumenti di pizzo vari? chissà.. nel dubbio, ti scrivo. Qualche ora fa, mi è capitato per caso di vedere “SCUSA MA TI CHIAMO AMORE”, film della serie delle “CRONACHE DI MOCCIA”, di cui finora ho fatto regolarmente a meno, riuscendo peraltro a sopravvivere, contro ogni pronostico. Però poi ho visto il tuo film. E ho visto te. E ti posso francamente dire che sei l’unico motivo per cui ho continuato a vedere fino alla fine il fim, di cui ho capito poco o nulla riguardo le storie parallele degli altri personaggi; devo anche aggiungere che, dalla prima volta che ti ho visto, ho iniziato ad ululare alla luna, con ovvio e scontato sbigottimento da parte del mio gatto, della mia colf, dei vicini di casa, e di un accalappiacani che si trovava lì di passaggio (dopo svariate ore l’abbiamo convinto che i versi appartenevano al sottiscritto). Scherzi a parte, non mi va di scrivere la lettera tipica del fan in cui ti riempio di complimenti e di salamelecchi (notare il termine d’altri tempi appena utilizzato: qua c’è una cultura dietro, non è che stiamo a pettinare bambole o a baloccare ermellini per piaceri altrui), perchè non ti conosco per nulla, e non ho la qualifica per giudicarti come attrice, e francamente non credo che la tua vita prescinda da questa cosa; piuttosto volevo solo dirti che mi sembri una persona solare, e a tratti simpatica, anche se c’è da lavorare in merito, e non so quanto c’era di te nel personaggio del film. Spero che non ti monterai la testa, adesso; tanto immagino già che giornalmente riceverai lettere, emails e avances di vario tipo da tutta Europa e anche da parte di qualche sparuta minoranza del Sud-Est Asiatico e da una buona fetta di consumatori di robiola del Friuli Venezia Giulia. :–)
Io sono siciliano, ma se dovessi mai trovarmi a Roma, Raul Bava permettendo, magari riesco a inserirmi nella tua agenda fitta di impegni per prenderci una bottiglietta di chinotto caldo insieme: che dici? anzi no, cazzo.Ora faccio io la fighetta che se la tira. Se mai dovessi passare a Roma, dopo lo shopping in via Montenapoleone, se mi resta tempo, in caso ci possiamo vedere, ma non te lo mettere nel cuore. Adesso stacco, così vado a stirarmi il jeans che ho comprato l’altro ieri: FORNARINA..HAI PRESENTE ? (N.B. frase del film che può essere capita solo da chi l’ha visto.)
Anto V
PS: una curiosità: ma che cazzo ti hanno dato da mangiare per farti venire su così? dammi una dritta che qua ci sono parecchie ragazze del sud che penderebbero dalle tue labbra…
PPS: Digli a Ruud, l’addetto alla sicurezza o la guardia del corpo (ancora non si sa, ci sono due scuole di pensiero che dibattono senza sosta in merito a chi leggerà questo messaggio), di non cestinarlo subito, e di sottometterlo invece alla tua attenzione, anche se non si capisce come tu possa fare ad avvertirlo se non sai che ti sto scrivendo fin quando non leggerai quello che ti ho scritto. Beh, provaci, almeno, cazzo. Minchia un’altra parolaccia. Scusa. Non dirò più cazzo. Occhèi, questo era l’ultimo termine volgare. E l’ultimo post scriptum. Vabbè che comunque qualche parolaccia scappa a tutti, dico non facciamone una questione di stato adesso. Sai cosa? ti saluto davvero. Ciao. E in bocca al lupo per tutto. E un buffetto di stima al tuo ragazzo, che non sa quanto è fortunato, forse. Occhèi, era uno squallido modo per informarmi se eri single; ma tanto se di testa non mi piaci, col cavolo che può nascere qualcosa. Che tra l’altro ora solo perchè ti sto scrivendo il messaggio non è che ci stia provando, o che il numero e/o la lunghezza dei post scriptum debba per forza essere direttamente proporzionale all’interesse che nutro per te. Perchè se hai pensato che ne nutro ti sbagli; a queste condizioni che implicitamente tu hai imposto al mio inconscio, non potrebbe mai funzionare; e poi ci sono anche i soliti, svariati motivi, per cui la nostra storia finirebbe a rotoli: tu sei famosa, io no. E poi c’è la distanza. Ne vogliamo parlare? Windjet fa tariffe costose. E poi guarda, all’idea di perdere la valigia per due miseri giorni in cui io e te passeggiamo per le strade di Roma e tu sei tutta intenta a firmare autografi, stringere mani, baciare bambini e firmare protocolli di smilitarizzazioni.. niente, non si può. Finirebbe come TITANIC. Ricordati la metafora dell’orchestra: prima suonano in armonia, e la musica fa veramente pensare che tutto vada per il meglio. Ma tutto non va per il meglio alla fine, e il povero contrabbassista muore. Ecco. Il nocciolo del problema è proprio qui. Tagliamo finchè la musica è ancora armonica, e il contrabbassista, che rappresenta il tollerarci l’un l’altro, è perfettamente in vita. Per il resto, non ho altro da dirti. Tutto qui. Stop. Riguardati. Non il film. Riguardati tu stessa. Non prendere freddo. Un bacio anche ad Olli. Dille che sta meglio coi capelli lisci. Bello questo stile coi punti. Molto telegramma. Stop. CIAO. A.V.
Dichiarazione d’amore di un fan sfegatato che poi si converte in un disillusionismo amaro e contorto? Forse. Lettera di uno psicopatico? Probabilmente. Qualcosa che, se stampato, potrebbe risolvere seri problemi in caso di assenza di carta igienica? FUOCHERELLO. Non lo sapremo mai. Questo è stato ciò che mi è uscito spontaneamente dal cuore, quando ho pensato alla bella Michela; ognuno crede che sia facile aprirsi, perchè non c’è nulla da perdere; ma in fondo, lo è davvero? Lo è davvero, quando si tratta di mettersi a nudo di fronte a qualcuno che amiamo, che idolatriamo, che veneriamo? A questa domanda non saprò rispondere mai, così come non saprò mai se questo messaggio sia arrivato davvero a Michela: forse sì, forse no; in tutta questa cortina di fumo, una cosa è davvero certa, una cosa sola riesce a ricondurmi alla strada maestra delle certezze, di ciò che devo aspettarmi dalla vita: ieri mi ha aggiunto su Facebook un certo RUUD, dichiarando di essere innamorato di me. E a me non rimane che disperare con me stesso per non aver continuato a guardare “NAKED WILD ON”.
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settembre 9th, 2009 at 08:49
[...] Lettera aperta di un fan a Michela Quattrociocche di “SCUSA MA TI CHIAMO AMORE” mercoledì 9 settembre 2009 | Tratto da: http://www.messin.it Nessun commento [...]
settembre 10th, 2009 at 08:28
Sei un grande….