Come scritto nel precedente editoriale la nuova depressione tropicale, proveniente dalle coste dell’Africa occidentale, spostandosi verso ovest si è gradualmente rafforzata, tanto da lambire prima lo status di tempesta tropicale e poi quello di uragano di 1° categoria (scala Saffir-Simpson).
Proprio nelle ultime ore, è notizie freschissima, la tempesta tropicale “Fred” (siamo già alla F) è ora ufficialmente divenuta un uragano di 1° categoria in mezzo alle calde acque dell’Atlantico tropicale, a metà strada tra le coste africane e sud-americane.
Passando sopra il mare ancora molto caldo, man mano che si sposta a occidente, “Fred” acquista sempre maggiore energia che gli permette di approfondirsi ulteriormente e di rafforzarsi in tutta la sua nuova struttura ciclonica.
Anche se attualmente l’uragano sembra poco formato la notevole attività convettiva che lo accompagna lo sta facendo crescere di dimensione.
La pressione centrale attorno l’occhio sta letteralmente precipitando, passando dai 989 hpa agli attuali 970 hpa, mentre i venti medi ora superano anche la soglia dei 90 nodi (circa 167 km/h), portandolo dalla 1° alla 2° categoria Saffir-Simpson.
L’uragano “Fred” tenderà a muoversi verso nord-ovest, ad una velocità stimata attorno i 11-12 nodi, andando rapidamente a prendere ulteriore forza sopra le bollenti acque dell’Atlantico tropicale.
Entro domani la tempesta potrà addirittura toccare la 3° categoria della Saffir-Simpson con venti prossimi anche i 200 km/h, una sorta di piccolo mostro tropicale.
Non è escluso che l’uragano possa toccare, anche se brevi ore, la 4° categoria, tra domani e venerdi, durante il suo spostamento verso nord-ovest che lo manterrà, per fortuna, in mare aperto, lontano dalle coste.
“Fred” poi da venerdi e sabato, traslando verso nord in direzione del 20° parallelo nord, dovrebbe iniziare il processo di indebolimento, per ridursi dalla 1° categoria allo stadio di semplice tempesta tropicale nel corso del prossimo fine settimana.
La nota positiva, almeno fino ad ora, è che “Fred” malgrado la sua intensità non rappresenterà alcun pericolo per le terre emerse, visto che si posizionerà in mezzo all’Atlantico, salvo improvvisi cambi di rotta, per ora poco probabili.
Se ci spostiamo sul Pacifico orientale, quest’anno risultata l’area più attiva per le formazioni tropicali (depressioni, tempeste ed uragani) grazie ad “EL-NINO”, troviamo ancora in azione la tropical storm “Linda”, a largo delle coste messicane.
La tempesta nei prossimi giorni piegherà verso ovest-nord/ovest e nord-ovest andando a perdere intensità salendo gradualmente di latitudine, quindi finendo su acque più fredde, non idonee alla convenzione.
Entro sabato mattina “Linda”, declassandosi a depressione tropicale, andrà a dissiparsi sopra il Pacifico settentrionale.
Sul settore occidentale del Pacifico invece abbiamo la tempesta tropicale “Dujuan”, in azione sul tratto a largo dell’arcipelago nipponico.
La tempesta tropicale, ormai agganciata dal flusso occidentale in quota delle medie latitudini, tende a dirigersi verso nord-est, spostandosi sopra le fredde acque del Pacifico occidentale dove andrà a indebolirsi gradualmente.
Più a sud, sul mar Cinese meridionale, è nata una nuova tropical depression, ad ovest dell’isola filippina di Luzon.
La depressione tropicale in questi giorni dovrebbe muoversi verso ovest, rafforzandosi fino a tempesta tropicale entro le prossime 24 ore, visto che passerà su acque molto calde come quelle del mar Cinese meridionale.
Sabato la tempesta raggiungerà l’isola cinese di Hainan, o al massimo gli passerà molto vicino, portandogli abbondanti precipitazioni, anche temporalesche sulle limitrofe coste cinesi.
Molto probabilmente questa perturbazione poi andrà a fare il “landfall” definitivo sul golfo del Tonchino, al confine col Vietnam settentrionale e la Cina meridionale, dove sono previste forti piogge per tutto il fine settimana.