Dopo cinque anni di assenza ecco un atteso ritorno: Elisa.
La cantante, mamma da qualche mese, manca infatti dal 2004, anno di Pearl Days, e ritorna con un nuovo album di inediti dal semplice titolo: Heart. Semplice ma che va dritto al punto, perché di questo si parla principalmente: di cuore, di emozione, di istinto. 
Heart è l’album in cui Elisa raccoglie tutta sé stessa con questo nuovo aspetto di madre, unito all’aspetto sognante e a quello più duro.
La cantante ha deciso anche per la seconda volta di produrre e arrangiare lei stessa il disco insieme al chitarrista della sua band, nonché suo compagno, Andrea Rigonat.
Heart, dicevamo sopra, è un album di istinto, infatti Elisa in questo disco ha sicuramente lasciato ampio spazio alla sua spontaneità, niente giri di parole ma testi che arrivano dritti al punto; e poi libertà di trovare, modificare, arrangiare i pezzi che più la rappresentavano in questo momento, riprendendo anche brani scritti da tempo.
Un disco lungo, 14 tracce, che riassume forse un percorso, ricapitola questi cinque anni passati senza pubblicare un album di inediti ma con tour e celebrazioni varie in patria e all’estero; un disco che si può riassumere musicalmente in due generi: pop acustico e rock.
La tracklist segue un ordine non casuale, si apre con tre ballate: due in inglese e una in italiano; poi si alza il tiro e il ritmo con This knot, di seguito si inserisce la cover dei Tears for fears, Mad world, che riprende la versione acustica eseguita da Michael Andrews e Gary Jules per la colonna sonora del film Donnie Darko. La versione di Elisa si rifà sicuramente a quella dei due compositori ma ha allo stesso tempo un tocco di originalità.
Segue la seconda canzone in italiano, primo singolo di lancio, eseguita in duetto con Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, Ti vorrei sollevare. Un pezzo che rappresenta un universo a parte rispetto al disco secondo me, frutto di un’indubbia strategia di marketing, ma è comunque un buon pezzo.
Arriva poi un po’ di rock stile anni ’70 – ’80 con Your manifesto. Arrivati esattamente a metà percorso si trovano quattro pezzi delicati e dolci: The big dipper, Someone to love, Poems by God e Coincidences.
La 12 traccia, Lisert, è invece un richiamo alla sua terra (ricordiamo che Elisa è originaria di Monfalcone), un ricordo della sua adolescenza trascorsa in questo territorio che l’artista elogia spesso.
Penultima traccia, pezzo eccellente, è Forgiveness. Il testo è una poesia, sembra quasi una lettera, un brano semplice ma, anzi forse proprio per questo, toccante. Il tutto deriva anche dalla splendida collaborazione presente con Antony Hegarty di Antony and the Johnsons.
Chiude l’album Dot in the universe, che nonostante sia un buon pezzo forse appare quasi di troppo visto che Forgiveness sembrava proprio la giusta conclusione.
Le due tracce in italiano in tutto questo appaiono come le più deboli. Per il resto Heart è un buon disco che ponendo come tema principale il cuore, inteso come amore, emozione, istinto e libertà, riporta sulla scena quest’artista italiana in gran forma e con ancora tanta voglia di scrivere e cantare.
Tracklist: 
1.Vortexes
2.And all I need
3.Anche se non trovi le parole
4.This knot
5.Mad world
6.Ti vorrei sollevare (feat Giuliano Sangiorgi)
7.Your manifesto
8.The big dipper
9.Someone to love
10.Poems by God
11.Coincidences
12.Lisert
13.Forgiveness (feat Antony Hegarty)
14.Dot in the universe
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