La broncopneumatia cronica ostruttiva (BPCO) è comunemente conosciuta come la malattia dei fumatori. Il fattore di rischio, oltre al fumo di sigaretta, è anche quello di pipa, tabacco e altri tipi di fumo come quello passivo; esistono altre cause “minori”, per esempio polveri e agenti chimici. La BPCO non viene subito identificata e nella maggior parte dei casi è riconosciuta solo quando la metà del polmone risulta danneggiato. Infatti, questa malattia restringe progressivamente le vie aeree. Tutte le sostanze nocive da noi respirate irritano i bronchi tanto che la muscolatura bronchiale s’irrigidisce e nelle vie respiratorie aumenta insistentemente la quantità di muco. Nel suo stato iniziale la BPCO è spesso poco sintomatica. I primi sintomi come tosse e espettorazione vengono ignorati o addirittura minimizzati confondendoli con una banale “tosse da fumatore” o con l’asma (sia la bronco pneumatia sia l’asma sono ostruzioni croniche delle vie aeree e hanno sintomi comuni ma sono infiammazioni diverse e quindi anche la risposta al trattamento sarà diversa). Quando, però, compare la dispnea ovvero la mancanza di fiato (sintomo principale della BPCO) nella maggior parte dei casi c’è la compromissione polmonare. Al giorno d’oggi i fumatori muoiono dieci anni prima dei non fumatori. La ridotta funzione polmonare viene espressa in medicina con l’età teorica dei polmoni: per esempio un fumatore di 63 anni ha , in teoria, un polmone di 93 anni. Per questo per chi è affetto da questa malattia il primo passo più importante da compiere è quello di smettere di fumare in modo da non compromettere ulteriormente la funzionalità dei polmoni. Da questa malattia non è possibile guarire completamente nonostante ci siano comunque delle cure per ridurre i sintomi. Dal momento che si tratta di una malattia “sconosciuta” e troppo spesso sottovalutata, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha designato il 18 Novembre come Giornata Mondiale proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia inguaribile che colpisce soprattutto i fumatori. Secondo l’ OMS la bronco pneumatica è considerata la quarta causa di morte come l’ AIDS, e dopo malattie cardiovascolari e respiratorie in forma acuta, mentre in Italia è la terza causa. Inoltre si stima che i casi di BPCO aumentano nei paesi più industrializzati dove l’inquinamento atmosferico è molto presente. In base a tutto ciò la Giornata Mondiale mira anche alla prevenzione attraverso l’abolizione del fumo sia attivo sia passivo e all’adeguamento degli ambienti di lavoro alle normative vigenti adottando le giuste precauzioni volte a ridurre la quantità di gas e particelle nocive.
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