“Un amico nel bisogno è sempre un amico, un amica con le tette e tutto il resto è meglio” disse una volta un piccolo uomo. Se questo è vero, chi non vorrebbe per amica una ragazza di SuicideGirls.com?
Non è una specie di necrologio on-line tutto al femminile, ma un sito di fotografie softcore (soft porno) un po’ particolare, dove tatuaggi, piercing e pettinature strane delle ragazze la fanno da padrone. Una sorta di risposta alternativa a playboy, dove ragazze appartenenti a varie sottoculture, dalla indie alla dark, posso esprimere la propria sensualità liberamente, scegliendo come, dove e quando farsi fotografare.
Nato dalle menti degli statunitensi Sean Suhl e Selena Mooney, “solo per vedere delle belle punkettone nude”, quello delle Suicide Girls è diventato un fenomeno mondiale, con oltre un migliaio e mezzo di modelle e svariate migliaia di aspiranti tali da tutto il mondo, entrato con le sue (web) star a far parte, nel bene o nel male, dell’attualità americana ed europea, guadagnandosi spazi del panorama mediatico internazionale tutt’altro che alternativi, a suon di dvd, album fotografici e spettacoli dal vivo, oltre che con una vera e propria community on line.
L’Italia non fa eccezione a tutto questo, anzi, il successo delle SG nostrane è testimoniato da Italian Villa, dvd ufficiale di SuicideGilrs a cui partecipano molte nostre connazionali. E poi, nel nostro paese le Suicide hanno la concorrenza delle “spaghetti pin-up” di SickGirls.it, la risposta tutta italiana al fenomeno SuicideGirls.com. Anche le Sick fanno del connubio alternatività-femminilità nelle loro foto e nei loro burlesque show, uno spettacolo più che intrigante, ma in modo abbastanza diverso dalle Suicide, riducendo al minimo la componente pornografica a vantaggio di quella erotica di indirizzo più sensuale, evitando anche il nudo integrale.
Forse questa attitudine rende le italiane leggermente migliori agli occhi di tutti quelli che mal sopportano la crescente presenza di ragazze pronte a mostrare le proprie intimità in rete, ma sbagliamo a soffermarci su questo punto. La cosa davvero importante è: il piccolo uomo aveva ragione?
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