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Scritto da Iole Dugo dicembre 20, 2009
Iole Dugo

Chissà perché dietro un grande talento c’è sempre sofferenza. Pensate a Leopardi, Van Gogh, Emily Dickinson
Bisogna davvero soffrire per creare? Se così fosse è meglio essere felici o seguire la propria vocazione?
Essere felici e morire per sempre, o soffrire e lasciare vivere eterno il ricordo di un genio?
Il dubbio mi rimane…ma sono qui per raccontarvi di qualcuno che ha scelto la seconda strada.

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“La creazione celebra sempre le nozze del talento e della sofferenza…”
Così Pierre Bergè, socio e compagno di una vita, descrive Yves Saint Laurent e il suo dolore, sempre latente, che lo rese un uomo introverso e timido, fragile e geniale.
Con queste parole si riassume la vita di un uomo che ha scelto la sofferenza terrena e l’immortalità dell’arte.
A quasi due anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel Giugno 2008, uno dei più grandi maestri della moda del XX secolo entra al Petit Palais-Museo delle Belle Arti di Parigi, dove dall’11 Febbraio al 20 Agosto una Retrospettiva lo ricorda in tutta la sua grandezza con l’esposizione di abiti, disegni, oggetti e foto.

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Il suo nome, ormai diventato simbolo di eleganza e Haute Couture, ha fatto il giro del mondo rivoluzionando lo stile della donna moderna, resa libera da un nuovo modo di essere femminile.
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Tailleur pantalone, smoking, trench in vinile fanno la loro comparsa nel mondo della moda a partire dalla matita di YSL; nuovi tessuti, abiti esotici e sahariane urbane colorano di novità gli armadi delle dive anni 70, fra le quali Catherine Deneuve, amica e fedele cliente della maison, che fu la prima a sfoggiare lo Smoking firmato dall’inconfondibile marchio YSL.

Nato in Algeria da una ricca famiglia francese nel 1936, Yves già all’età di 17 anni è al fianco di yvs2Christian Dior per formare tecnicamente quel talento che già possedeva alla nascita.
A 17 anni già costruiva la sua vita e gettava le basi della sua arte, della sua scelta. A 17 anni già era grande.
Ma perché sottostare ad un altro nome?
Dopo anni alla dirigenza della maison francese, Yves Saint Laurent decide di comparire in prima persona: nasce “Trapèze”, la prima collezione firmata dallo stilista; il successo fu immediato.
Da quel momento il timido ragazzo con gli occhialoni diventa il maestro dell’Alta Moda, della quale fa la sua ragione di vita, l’unico spiraglio di gioia nella sua vita tormentata.

yves_saint_laurentAccanto a lui sfilano le più importanti modelle e dive del 900, e dalla sua creatività prende vita un gioco di scambio fra arte e moda, che altro non sono che sinonimi.
Ispirandosi ai suoi amati pittori, da alla luce abiti che fioriscono a partire dalle tele di Mondrian, Picasso, Matisse, e della Pop Art novecentesca, vere opere d’arte che si mischiano alla vita reale, non quadri da guardare, ma abiti da indossare e vivere.
Sapore di vita ed eleganza hanno anche i suoi profumi, tutt’oggi fra i più ricercati sul mercato, ai quali YSL diede nomi che fecero scandalo, da “Homme”, per pubblicizzare il quale posò nudo, a “Opium”, altro scandalo, ma soprattutto atro successo che vesti la ricca borghesia francese di sapori che non conosceva.

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L’alta moda non è un’arte che si appende come un quadro. Ma è qualcosa che ha senso se accompagna l’arte di vivere. Oggi, tempo di jeans e di nike, l’arte di vivere non esiste più”.
Queste le parole con le quali Bergè nel 2002 annunciò la chiusura della maison che oggi continua a vivere sotto la custodia di Gucci.
Yves Saint Laurent che già aveva assaporato il gusto del prêt-à-porter, non tradì mai il suo primo amore, l’Haute Couture, e in un mondo che non poteva più sfoggiare quotidianamente la sua arte decise di smettere e lasciare solo la sua immortale impronta nel mondo della moda.

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Attenzione ai dettagli, qualità di fattura, libertà di movimento, ed infinita eleganza delle forme sono i tratti inconfondibili di uno stile che la moda moderna può solo emulare. Oggi tutto è un ritorno indietro, alla moda del passato, a ciò che altri hanno già creato, e fra questi “altri”, pionieri della moda, Yves Saint Lauren occupa un posto in prima fila.

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Vale la pena, per chi può. dare un’occhiata a questa esposizione e perdersi nella dolce unione di arte e moda, riconoscendo l’importanza di essere donna, e di essere la donna che Yves Saint Laurent disegnava per il mondo.

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    1 Commento per “Quando da una lacrima esce un diamante…”

    1. Fede scrive:

      bellissimo :**********

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